Il banner dei cookie è diventato un riflesso condizionato: lo mettono tutti, quindi lo metto anch’io. Ma il consenso — e dunque il banner — è dovuto solo in casi precisi. Metterlo quando non serve appesantisce il sito e abitua gli utenti a cliccare senza leggere; ometterlo quando serve è una violazione. Vediamo come orientarsi.
Che cosa chiedono le Linee guida del Garante
Le Linee guida su cookie e altri strumenti di tracciamento del Garante per la protezione dei dati personali (10 giugno 2021) distinguono due famiglie:
- cookie tecnici — servono a far funzionare il sito o a erogare un servizio richiesto dall’utente: non richiedono consenso, basta l’informativa;
- cookie di profilazione e altri strumenti di tracciamento — ricostruiscono preferenze e comportamenti dell’utente: richiedono un consenso libero, informato e documentabile. È qui che il banner diventa obbligatorio.
La regola d’oro: prima riduci i tracciamenti, poi scrivi il banner. Spesso, dopo aver ridotto, il banner non serve più.
Quando il banner non serve
Solo cookie tecnici
Un sito vetrina che usa esclusivamente cookie tecnici — per esempio per ricordare la lingua scelta — può limitarsi all’informativa: nessun banner, nessuna richiesta di consenso.
Nessun cookie
Esiste anche l’opzione più semplice: non usare cookie affatto. Il sito che stai leggendo funziona così — font ospitati in locale, nessun servizio di analisi di terze parti, nessun pixel — ed è il motivo per cui non hai visto alcun banner all’arrivo.
Quando invece è obbligatorio
Profilazione e marketing
Pubblicità comportamentale, remarketing, pixel dei social network: tutti strumenti che richiedono consenso preventivo. Senza un sì esplicito dell’utente, non devono attivarsi.
Strumenti di terze parti
Anche servizi apparentemente innocui — video incorporati, mappe, sistemi di statistica — possono installare tracciamenti di terze parti. I servizi di analisi possono essere assimilati ai cookie tecnici solo a condizioni precise: dati aggregati, indirizzo IP mascherato, nessun incrocio con altre informazioni.
Gli errori più comuni
- Lo scorrimento come consenso. Lo scroll della pagina, da solo, non è un consenso valido.
- Nessun modo per rifiutare. Chiudere il banner o proseguire senza acconsentire dev’essere possibile e altrettanto semplice che accettare.
- Caselle preselezionate. Il consenso si esprime con un’azione positiva: le spunte già attive non valgono.
- Banner a ogni visita. Una volta espressa la scelta, non va richiesta di nuovo a breve: la ripresentazione è giustificata solo se cambiano le condizioni o dopo un congruo periodo (di norma almeno sei mesi).
In pratica
- Censisci i cookie e gli script effettivamente presenti sul sito.
- Elimina ciò che non usi: meno tracciamenti, meno obblighi.
- Se restano solo cookie tecnici, cura l’informativa e fermati lì.
- Se resta profilazione, progetta un banner conforme: accetta e rifiuta su un piano di parità, scelte granulari, registro dei consensi.
Articolo divulgativo: fotografa le regole alla data di pubblicazione e non sostituisce una consulenza sul caso concreto. Per una verifica del tuo sito, scrivimi.